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Racconto degli ultimi momenti di vita della SdD

     
20 novembre 1930

La carissima Madre è ormai a Roma da due anni. La sua salute malferma non le permette di lasciare la sua stanzetta. Attraverso una porta raggiunge il coretto in corrispondenza del presbiterio, proprio sopra il Tabernacolo. Qui trascorre le ore più belle in dolce colloquio con Gesù.


Negli ultimi giorni la Madre non sta bene, la Superiora, per paura che possa succedere qualcosa, dà disposizioni perché non sia lasciata mai sola. Una suora infermiera le fa compagnia.


“Madre come vi sentite oggi?”


Figlia mia, mi devi fare un grande piacere. Potresti portarmi l'elenco di tutte le suore morte? Oggi le voglio mandare tutte in Paradiso.”


La suora con grande premura fornisce l'elenco alla Madre, che subito lo ricopia di proprio pugno e si raccoglie in preghiera.


Madre Clelia in tutta la sua vita ha sempre pregato tanto ed ha insegnato a pregare.


Pregate, per tutti i vostri fratelli che non pregano ... lodate, benedite, ringraziate ... Amate il Signore... Salga l'incenso delle vostre preghiere al trono di Dio.


La giornata trascorre serena, la Madre ha pregato per tutte le sue figlie defunte. Alle 20 e trenta, come ogni sera, riceve la visita del Padre Cappellano per la benedizione.


“Reverenda Madre come si sente?”


Mi sento tanto stanca. Padre non la vorrei incomodare, ma desidererei tanto confessarmi.”


“Certamente.”


Il Padre dopo la confessione si ritira per il riposo serale, la Superiora e le consigliere vanno a trovare Madre Clelia per assicurarsi che stia bene e per farle un po' di compagnia. Alle 21 e 30 Madre Clelia si sente male, ma dopo un po’…


Grazie della visita Madre Superiora, non vi incomodate, andate a riposare; è tardi. Sto bene. Non vi preoccupate.


La Superiora accondiscende, ma guarda la suora infermiera. C’è un campanello nella camera di Madre Clelia, in caso di necessità dovrà essere suonato per avvertire la Superiora.


A mezzanotte Madre Clelia si alza, va a pregare nel coretto attiguo.


Mio Dio, vi adoro, vi amo con tutto il mio cuore, con tutta l’anima mia. Mio Dio vi lodo e voglio lodarvi con le labbra, con le azioni, con le sofferenze.


Controlla che la lampada vicino al Tabernacolo sia accesa, poi torna a letto e si assopisce.


All’una si sveglia, si sente male, chiede del Padre Confessore che accorre…arrivano le suore, perde conoscenza.


Si riprende, le viene amministrata l’Unzione degli Infermi e partecipa attivamente al rito.


Grazie a tutte, scusatemi per il disturbo. Vi prego tornate a dormire.”


Sono le prime ore di venerdì 21 novembre, festa della Presentazione della Beata Vergine Maria.


Sono gli ultimi istanti della vita terrena di Madre Clelia. Il Sacro Cuore sta per accoglierla in Paradiso.


La suora infermiera si accorge che la Madre sta per morire. Dà l’allarme.


Le suore tornano indietro in tempo per accogliere l’ultima preziosa parola:


Signore, vieni … Gesù!”


“Gesù” … l’ultimo sospiro d’amore su questa terra, il primo nella gioia del Padre …


(liberamente tratto da: Maria Cleofe Imperoli, Viaggio in una vita. Clelia Merloni)



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