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Madre Clelia ed il Crocifisso

Testimonianza delle sue figlie.



Madre Clelia Merloni nasce a Forlì il 10 marzo 1861, 150 anni fa. Ben presto perde la mamma e fa esperienza della sofferenza, ma è ben guidata dalla matrigna e dalla nonna materna che l'aiuteranno a costruire le basi della futura spiritualità.

Gli insegnamenti di Madre Clelia s'ispirano alla dottrina di Gesù, unico modello da seguire e da imitare. È lei la prima a calcarne le orme, cercando di identificarsi con lui in tutto.

“O, figliuole, se ancora non l'avete fatto, mettetevi ai piedi del Crocifisso; con generosa franchezza mettete a nudo dinnanzi a quel Divin Modello l'anima vostra, e guardate se potete riconoscere in essa una copia del Divin Redentore ...” (Mg., I, p.63).

E ancora “... figlia mia, esci da te medesima, imponi silenzio per un momento alla voce della natura e chiedi a te stessa: “Chi sono io? Una sposa di Gesù. Quale deve essere la mia gioia? Di non separarmi mai, neppur per un istante, dal mio Sposo Celeste. È vero che la coscienza e il cuore, illuminati dalla grazia, ti rispondono così? Ebbene, figliuola, rifletti che Gesù, spinto dalla sete delle anime che lo divora, ha asceso ed ascende anche oggi il Tabor ed il Calvario, che si glorifica e si sacrifica, vive perpetuamente nella beatitudine del Cielo e perpetuamente muore nel S. Sacrificio dell'altare.” (Mg., II, p. 13).

Gesù Crocifisso dev'essere l'unico modello al quale l'Apostola deve ispirarsi nel tentativo di ricopiarlo “fedelmente”, imprimendolo nella propria anima. La Madre ci dice continuamente: “Amiamo Gesù non a parole, ma coi fatti”

Madre Clelia ripercorre il cammino del Calvario; conosce la persecuzione, la calunnia, la diffamazione; in tutto e sempre rivela pazienza ed abbandono in Dio, sapendo di non essere delusa e abbandonata.

Le sofferenze e le pene della vita sono ciò che abitualmente chiamiamo croci.

La spiritualità di Madre Clelia si fonda e si solidifica nel Mistero della Croce, che raggiunge il suo apice nella Resurrezione: “Una spiritualità che nasce sul Calvario, sgorga dal costato aperto di Gesù Crocifisso” e si perpetua nella gloria della Resurrezione.

Il Mistero della Croce, incarnato nella realtà della sua vita, trasforma Clelia Merloni da discepola del Maestro Crocifisso, in Apostola del suo amore, Madre e guida di una famiglia religiosa.

Madre Clelia presenta la sofferenza sotto aspetti diversi, ma sempre come espressione della predilezione di Dio per un'anima, consiglia le sue figlie ad abbandonarsi in Dio, poiché “la prece del dolore è potente presso quel Cuore tenero ed amorosissimo”.

Ha esortato ed esorta le sue figlie a guardare sempre al Crocifisso, nel momento della prova, per confrontare le nostre croci e i nostri dolori con quelli di Gesù.

La nostra Madre ha scritto molte lettere alle suore esortandole ad abbracciare con amore e per amore le sofferenze della vita quotidiana per unirsi ed identificarsi all'amore misericordioso di Gesù, vittima di espiazione, morto per noi sulla croce.

Ancora oggi ci invita a saper accettare le croci, le umiliazioni e le sofferenze di ogni giorno per amore e con fede, per raggiungere la santità ed è attraverso le croci uniformate alla Croce che potremo salvare l'umanità, facendoci modelli del nostro Sposo Gesù.

Se anche non riceviamo il martirio cruento, il martirio con spargimento di sangue, come Gesù, che ha versato il suo sangue sulla Croce per salvare l'umanità, possiamo morire ogni giorno a noi stesse, rinnegando la nostra volontà, i nostri desideri mondani e tuffarci nella fornace ardente dell'amore del Cuore di Gesù.

La Madre ci dice che ognuno di noi, non solo noi Apostole, ma ogni battezzato, può salvare l'umanità, il fratello, la sorella che gli vivono affianco, dando il buon esempio, sacrificandosi, pregando e amando come Gesù ha amato noi.

Il Crocifisso è il libro che parla del supremo amore che Gesù ha avuto verso di noi, perché ci ha amato d'amore infinito. Madre Clelia ci ha insegnato e ci insegna a leggere tra le righe della nostra vita, perché possiamo accoglierlo sempre meglio, perché anche noi, come lei, da discepole diveniamo Apostole.

Oh, non esitare dinanzi al cammino del cielo! Se vuoi la felicità, non cercarla che tra le spine della virtù e in fondo al calice del dolore. Il mondo non dà che piaceri effimeri, pieni d' ombre e di rimorsi; la religione sembra non dare che croci, mentre sotto il peso di quelle croci l'anima gode il suo Dio. E Dio, figlia mia, è onnipotente e fedele; non è come le creature che, miserabili esse stesse ed incostanti, mancano appunto nell'ora in cui il povero cuore, che si è loro affidato, le cerca e le chiama. Non temere la croce, figliuola; non sfuggire alle braccia di Dio che ti si tendono amorosamente; non dir di no alla sua chiamata soave.

oh, non temere! Di tutte le tue lacrime, di tutti i tuoi strazi Dio ti compenserà. (PLM 109)



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