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Madre Clelia e la fede

Il 21 novembre ricorre l'ottantaduesimo anniversario della nascita al cielo di Madre Clelia. Trascorso poco più di un mese dall'inizio dell'Anno della fede ci sembra un atto di devozione filiale a lei accostare le due parole. Come Madre Clelia ha parlato della fede, o meglio come l'ha vissuta, quale è il messaggio che ancora oggi scaturisce dai suoi scritti?


Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna che la fede è la risposta dell'uomo a Dio: Dio parla all'uomo, si rivela, e l'uomo gli risponde (cf. CCC n. 142). Se Dio mi parla ed io accetto di mettermi in relazione con Lui, Madre Clelia mi dice:

...devi cercare di corrispondere alle grazie grandi che Egli ti ha fatto, e che ti farà in seguito se tu gli sarai fedele. La tua volontà non deve mai separarsi da quella di Dio; ciò che Egli ama, amalo tu pure;quello che Egli ordina, tu devi farlo, e sempre;quello che Egli ti proibisce, tu devi respingerlo; e ciò che Egli permette, devi accettarlo con gioia. Lo farai, figliuola mia? Lo spero … (Mg., App., pag. 21).

Questo aderire alla volontà di Dio, l'abbandono alla divina Provvidenza, non è altro che la santità (cf. Mg., II, p.169). Chi si abbandona a Dio, si mette in relazione con Lui, ecco perché San Paolo chiama i cristiani “santi” (cf. Rom 1,7), perché mettendosi in dialogo con Lui, si “sottomettono” alla Parola ascoltata come fece Maria, la Madre di Gesù, che si diede a Dio senza indugio (cf. Mg., I, p. 167).

So in chi credo, in virtù del Battesimo aderisco personalmente a Dio, liberamente mi do a Lui. Continua la Madre:

Il mio fine è servire Dio, fare la sua santissima volontà; conviene che io elegga ciò che Dio vuole, non quello che vorrei io stessa. Sia che il Signore mi conduca per la via dei beni o dei mali, degli onori o delle umiliazioni, delle gioie o delle afflizioni, io devo essere indifferente. Non tocca a me determinare il modo in cui devo servire Dio; ma è Egli stesso che deve deciderlo, come padrone (D., p.194).

Credo in Dio, credo in Gesù Cristo, “voglio unirmi fortemente a Lui, non abbandonarlo mai … voglio sempre andare allegramente con Lui” (cf. D., pp. 67-68), credo nello Spirito Santo che con i suoi impulsi mi sospinge (cf. D., p.97).

La fede è un dono:

Se tu, anima mia, conosci da tanti anni il tuo Dio per mezzo del dono della fede, se lo ami per mezzo della carità..., devi servirlo, cioè sottometterti e lasciarti guidare in tutto e per tutto dalla sua santissima volontà (D., pp.56-57).

Ma è anche un atto umano:

...la fede introduce... nella profondità di Dio per attingervi la vita soprannaturale... Se io... mi tengo fedele alla grazia non pensando che a Gesù, ogni cosa che faccio, la faccio a gloria di Dio (D., p.133)

E non è mai contraria all'intelligenza:

Se tu invocherai lo Spirito Santo, che è … sapienza divina, Egli verrà in te, e ti riempirà della sua luce. Allorché la sua santa luce rischiarerà il tuo intelletto e il tuo spirito, allora ti sentirai spronata, invogliata a percorrere la via della santità, e tutto ciò che ti circonda secondo la natura ti sembrerà fango e putredine (Mg., I, pp. 16-17).

Il Signore ci invita a non volgere mai lo sguardo indietro una volta intrapresa l'opera della nostra santificazione (cf. Lc 9,62) e così Madre Clelia scrive:

Gesù mi fa sentire nel mio interno che mi vuole fedelmente fedele, esattamente esatta, ma per amore. Un piccolo atto di fedeltà può essere il principio di grandi grazie (D., p.212).

Se fede è uguale a santità, se, in quanto battezzata, sono santa, allora la fede è l'inizio della vita eterna:

L'anima, che corrisponde fedelmente al primo raggio di verità con cui il Signore la illumina merita di ricevere da Lui lumi e grazie maggiori fino a vedere il cielo aperto; di ottenere cioè tale cognizione delle cose soprannaturali, che le rende facilissima la fede anche dei più alti ed ascosi misteri … (Mg., I, p. 88).

Come dice Cirillo di Gerusalemme, la fede percorre la terra da un'estremità all'altra e, prima ancora del presente ordine, vede come già in atto il giudizio e pregusta già ora il premio promesso (cf. Catech. 5 sulla fede e il simbolo, 10-11; PG 33,518-519).

Madre Clelia ha vissuto pienamente quanto ha insegnato o meglio, ha potuto insegnare perché viveva, faceva esperienza quindi poteva suggerire, raccomandare quanto oggi abbiamo la fortuna di leggere nei suoi scritti. Fin dalla più tenera età, grazie all'educazione ricevuta, scelse di corrispondere all'amore di Dio e lo fece con coraggio per conformarsi alla Sua volontà. Lottò con tutte le sue forze per superare ogni sorta di difficoltà e fu una formidabile formatrice, tenera e ferma. Il suo motto “Dio solo” sta ad indicare il fine ultimo della sua vita, quel ricambiare con tutta se stessa l'infinito amore ricevuto in dono. Ci ha insegnato che la fede:

- ci inserisce nel quotidiano e ci porta a vedere nel prossimo il volto santificante di Dio

Impegnatevi... di gran cuore a far tutto con la massima perfezione, mirando l'immagine di Dio nel prossimo, chiunque esso sia: nei poveri e negli ammalati; nelle persone anche cariche di difetti, le quali perciò diverranno ai vostri occhi l'oggetto delle vostre più tenere simpatie, sino a farvi sentir la gioia di rendere... bene per... male, di sopportare tutto, di perdonare tutto, di amare sempre, quand'anche foste dagli altri odiate (Mg., I, pp.34-35) ;

- è un buttarci verso Dio perché attraverso lui possiamo andare verso i fratelli

dove vi è il fuoco del divino amore, esso non può stare occulto né inoperoso, ma subito si manifesta con la fiamma viva d'un santo zelo... Impariamo noi pure ad interessarci innanzi tutto di procurare il bene spirituale delle persone che ci circondano (Mg., I, p. 85) ;

- è accettare il diverso da me per potermi rendere simile a Dio che abbraccia ogni persona

Non ricordate, che la vera carità di Gesù Cristo abbraccia nel suo sacrificio i nostri stessi nemici? La carità cristiana abbraccia tutti, senza eccezione di chi ci odia, ci offende con le parole o col modo di procedere; perché tutti sono figli di Dio, e Dio non vuole che si odi nessuno dei suoi figli (Mg., II, p. 111);

- cresce in noi in quanto la trasmettiamo agli altri: parlando della fede mi devo interrogare anch'io se vivo quanto dico

Dobbiamo confermare la parola di Dio, che sovente trasmettiamo agli altri, con l'esempio di una vita santa, laboriosa e penitente.... (Mg., I, p.136).

In questo Anno la Madre ci ricorda, col suo esempio, che Dio ci ha creati per amore e sul suo esempio dobbiamo seguire la via del servizio; ci ricorda che Dio volge il suo sguardo d'amore su di noi e non ci lascia soli; ci esorta ancora una volta a fare nostro il grido d'amore: Maranathà! Vieni, Signore Gesù! (cf. Ap 22,20).



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